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LA NORMATIVA PISCINE - REGIONE LOMBARDIA

A seguire il testo della Normativa attualmente in vigore

Regione Lombardia - D.g.r.17 maggio 2006 - n. 8/2552
(BUR n° 23 del 5 giugno 2006 – estratto dalla Serie Ordinaria)
“Requisiti per la costruzone, la manutenzone, la gestione, il controllo e la sicurezza,ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie”

LA GIUNTA REGIONALE
Premesso che:
- il d.P.R. 616/7 e la legge 833/8 individuano, tra le materie di assistenza sanitaria e ospeda1iera, la tutela igienico-sanitaria delle attività sportive e ricreative;
- le funzioni riguardanti detta materia sono svolte, ai sensi della citata legge 833/78, dalle USL, mentre è dato mandato alle Regioni .di disciplinare lo svolgimento di dette funzioni;
- la l.r. 31/1997,dettante norme in materia di svolgimento delle funzioni di cui sopra, attribuisce la competenza alle Aziende Sanitarie Locali, che la svolgono, secondo quanto successivamente precisato e stabilito con legge regionale 32/2001, tramite il Dipartimento di Prevenzione Medico;
- all'interno delle funzioni sopra descritte è compresa anche la vigilanza sugli aspetti relativi ai requisiti igienico sanitari strutturali e di funzionamento delle piscine ad uso natatorio.
Preso atto che, fino ad oggi, per lo svolgimento di dette funzioni si è fatto unicamente riferimento ai Regolamenti Locali di Igiene in recepimento del Regolamento Tipo emanato dalla Regione Lombardia.
Verificato che le regolamentazioni locali contengono talora norme non adeguatamente armonizzate tra loro;
Dato atto, inoltre che, relativamente agli aspetti igienico-sanitari, soprattutto per ciò che concerne le caratteristiche di qualità delle acque utilizzate in detti impianti e dei relativi controlli, l'unico riferimento era costituito dalla Circolare Ministeriale 128 del 1971.
Considerato che l'attività natatoria è particolarmente diffusa, anche in relazione al fatto che, viene promossa come stile di vita salutare, in quanto ritenuta l'attività motoria più completa, per un adeguato e armonico sviluppo;
Considerato che è quindi fondamentale individuare requisiti strutturali, di gestione e di funzionamento al fine di prevenire ed eliminare possibili situazioni di pregiudizio per la salute degli utenti;
Considerato tuttavia che la disciplina della materia contempla:
- aspetti riguardanti livelli qualitativi essenziali quali la fissazione di requisiti standard su scala nazionale, delle caratteristiche di qualità delle acque utilizzate;
- aspetti di natura regolamentare che rientrano nella esclusiva competenza legislativa regionale;
Visto il d.lgs. 28 agosto 1997 n. 281, che prevede che possano essere sanciti accordi tra Stato e Regioni per coordinare l'esercizio delle rispettive competenze;
Visto
l'accordo sancito in data 16 gennaio 2003 tra Stato e Regioni avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza ai fini igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio»;
Visto, in particolare, il punto 3 del predetto accordo che:
1) demanda alla disciplina regionale, la fissazione delle caratteristiche strutturali e gestionali:
- delle piscine di proprietà pubblica o comunque destinate ad un'utenza pubblica;
- delle piscine condominiali;
- delle piscine ad uso speciale;
2) stabilisce che i requisiti di qualità delle acque debbono avere come riferimento quelli di cui alla tabella A dell'Allegato I al medesimo Accordo del 16 gennaio 2003;
Ritenuto dunque opportuno adottare un provvedimento che provveda a disciplinare la materia in modo omogeneo sul territorio regionale, anche al fine di consentire a coloro che intendono realizzare
e gestire impianti di piscine, nonché agli utenti dei medesimi impianti, di aver come riferimento norme trasparenti ed applicabili uniformemente; .
Visto il documento presentato dall'Assessore alla Sanità, avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine ad uso natatorio» allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
Preso atto che il documento stesso possiede le caratteristiche di trasparenza, applicabilità sopra evidenziati;
Preso atto che, come riferito dall'Assessore proponente, alla predisposizione del suddetto documento, hanno partecipato le diverse componenti interessate alla disciplina degli aspetti igienico-sanitari, strutturali e gestionali nel settore:
- le ASL;
- i Comuni che hanno fornito il loro contributo tramite ANCI;
- i gestori degli impianti e delle strutture in cui le piscine sono collocate;
- le autorità sportive (CONI); - gli enti tecnici di normazione (UNI);
- i costruttori (ASSOPISCINE);
Preso atto, altresì, che la suddetta proposta:
- definisce i requisiti di carattere igienico-sanitario, demandando alle normative tecniche i riferimenti specifici;
- prevede, in linea con gli obiettivi di semplificazione della corrente legislatura, al fine di consentire, comunque nella certezza della tutela della salute della popolazione, il libero sviluppo delle attività imprenditoriali, che la realizzazione e la gestione non siano soggetti a provvedimenti autorizzativi specifici;
- prevede che compete ai responsabili di dette strutture la scelta delle soluzioni tecniche più adeguate per il mantenimento dei requisiti mediante un appropriato sistema di autocontrollo;
- affida alle autorità di controllo la verifica del mantenimento dei requisiti, e l'adozione dei necessari provvedimenti a tutela della salute.
Vista la propria deliberazione n. 2231 adottata in data 29 marzo 2006 avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza ai fini igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio» con la quale si stabiliva:
- di approvare il documento allegato alla deliberazione di cui sopra;
- di trasmetterlo al Consiglio regionale per acquisire il parere della competente commissione consiliare;
Preso atto che, nella seduta del 13 aprile 2006, la Commissione Consiliare III formulava il proprio parere approvando all'unanimità il documento presentato;
Ad unanimità dei voti espresse nelle forme di legge
DELIBERA:
1. di approvare il documento avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine ad uso natatorio» allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
2. di disporne la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale di renderlo disponibile sul sito della Regione Lombardia.
Il segretario: Bonomo

REQUISITI PER LA COSTRUZIONE, LA MANUTENZIONE, LA GESTIONE, IL CONTROLLO E LA SICUREZZA, AI FINI IGIENICO-SANITARI, DELLE PISCINE NATATORIE
REQUISITI GENERALI

Campo di applicazione
Il presente documento stabilisce i requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie.
Le presenti disposizioni si applicano alle piscine pubbliche, turistico-ricettive, collettive ed ai parchi acquatici, aventi le tipologie di vasche elencate nello specifico paragrafo della classificazione in base al tipo di utilizzazione.
Definizioni
S'intende per piscina un complesso attrezzato per la balneazione, all'interno di strutture destinate ad un'utenza pubblica o ad uso collettivo, con presenza di uno o più bacini artificiali, interrati o fuori terra,utilizzati per attività ricréative, formative, sportive e terapeutiche esercitate nell'acqua contenuta nei bacini stessi.
Classificazione delle piscine
Ai soli fini igienico-sanitari le piscine sono classificate in base:
a) alla destinazione;
b) alle caratteristiche ambientali e strutturali;
c) al tipo di utilizzazione.
a) Classifcazione in base alla destinazione i
Per quanto riguarda la loro destinazione, le piscine si distinguono in:
a. piscine di proprietà pubblica o privata, comunque, destinate ad un'utenza pubblica;
b. piscine ubicate all'interno di edifici o di complessi condominiali: destinate in via esclusiva all'uso da parte di chi vi alloggia e dei loro ospiti;
c. piscine ad usi speciali collocate all'interno di strutture di cura, di riabilitazione, termale, ancorché annesse a strutture ricettive. In quest'ultimo caso per i requisiti si deve far riferimento alle normative specifiche.
Sono comunque considerate piscine destinate ad un'utenza pubblica: .
- le piscine pubbliche o di uso pubblico, di séguito denominate «piscine pubbliche», ovvero tutte le piscine il cui accesso presupponga l'acquisto di un biglietto, tessera, abbonamento;
- le piscine ad uso collettivo così definite:
- le piscine inserite in strutture già adibite, in via principale, ad attività ricettive (alberghi, camping, agriturismo, complessi ricettivi e simili), di seguito denominate «piscine turistico-ricettive», accessibili ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa ad esclusione di quelle esercitate in immobili di categoria catastale gruppo A (ad esempio, bed & breakfast), che soggiacciono alla disciplina stabilita per le piscine collettive così come di seguito definite;
- le piscine al servizio di collettività, di seguito denominate «piscine collettive», inserite quale elemento non prevalente in scuole, caserme, centri benessere, o simili, accessibili ai soli ospiti, soci, utenti della struttura stessa.
Qualora le piscine collettive abbiano un volume totale delle vasche> 180m3e/ouna profondità> 1.40,m sono equiparate alle piscine pubbliche e dovranno rispondere ai requisiti fissati nell'allegato A. Qualora, invece, le piscine collettive, abbiano un volume totale delle vasche :s 180 m3 e/o una profondità 1,40 m, sono equiparate alle piscine turistico-ricettive e dovranno rispondere ai requisiti fissati nell'allegato B;
- i parchi acquatici, di seguito, così denominati.
b) Classifcazione in base alle caratteristiche strutturali ed ambientali i
In base alle loro caratteristiche strutturali ed ambientali le piscine si distinguono in:
- scoperte se costituite da complessi con uno o più bacini artificiali non confinati entro strutture chiuse permanenti;
- coperte se costituite da complessi con uno o più bacini artificiali confinati entro strutture chiuse permanenti;
- di tipo misto se costituite da complessi con uno o più bacini artificiali scoperti e coperti utilizzabili anche contemporaneamente;
- di tipo convertibile se costituite da complessi con uno o più bacini artificiali nei quali gli spazi destinati alle attività possono essere aperti o chiusi in relazione alle condizioni atmosferiche.
c) Classificazione in base alla utilizzazione
In base alla loro utilizzazione, si individuano, nelle varie tipologie di piscine, i seguenti tipi di vasche:
- per nuotatori e di addestramento al nuoto, aventi requisiti che consentono l'esercizio delle attività natatorie in conformità al genere ed al livello di prestazioni per le quali è destinata la piscina, nel rispetto delle norme della Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della Fédération Internationale de Natation Amateur (FINA),per quanto concerne le vasche agonistiche;
- per tuffi ed attività subacquee, aventi requisiti che consentono l'esercizio delle attività in conformità al genere ed al livello di prestazioni per le quali è destinata la piscina, nel rispetto delle norme della Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della Fédération Internationale dè Natation Amateur (FINA)per quanto concerne i tuffi, e delle attività subacquee;
- ricreative, destinate ad attività di tipo ludico, ricreativo e di balneazione, eventualmente dotate di requisiti morfologici e funzionali specifici quali la presenza di idromassaggi, aeromassaggi, geyser ad aria o acqua, fontane, cascate, ecc.;
- per bambini, di profondità minore o uguale a 400 mm, destinate per caratteristiche morfologiche e funzionali all'utilizzo da parte di bambini;
- polifunzionali, caratterizzate:
• dalla presenza in uno stesso bacino di aree con diversa destinazione d'uso, per esempio, una vasca ricreativa con una zona destinata ai bambini, una vasca ricreativa comprendente un'area di ammaraggio scivoli;
• dalla possibilità di utilizzo, contemporaneo o meno, di una stessa vasca per scopi diversi, ad esempio utilizzo da parte di bambini e per attività di ginnastica in acqua;
• ricreative attrezzate, quali ad esempio i parchi acquatici caratterizzate dalla prevalenza di attrezzature accessorie quali acquascivoli, sistemi di formazione di onde,ecc.
Caratteristiche dell'acqua
Tutte le piscine indicate nella presente direttiva devono essere alimentate con acqua dolce, superficiale o sotterranea.
Le acque utilizzate per l'alimentazione delle piscine devono possedere i requisiti di potabilità ad eccezione della temperatura.
I requisiti di qualità delle acque di immissione in vasca e nelle acque di vasca, nonché le sostanze da utilizzare per il trattamento dell'acqua devono essere conformi a quanto contenuto nell'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, così come risulta dalle tabelle 1 e 2 riportate in Allegato D che s'intendono automaticamente aggiornate, qualora il Ministero della Salute modifichi quanto in esse contenuto.

Allo scopo di mantenere l'acqua di vasca:con le caratteristiche sopraindicate, in ogni condizione di utilizzo, ogni piscina, deve essere dotata di impianti tecnologici per il trattamento dell'acqua, conformi a quanto previsto negli specifici allegati.
Perdite dovute a controlavaggi evaporazione, sgocciolamento dei bagnanti, devono essere reintegrate con acqua proveniente dal sistema esterno di alimentazione.
Nei bacini di balneazione,definiti come vasche a circuito aperto alimentate da corpi idrici superficiali, per la qualità dell'acqua deve essere fatto riferimento alla normativa vigente in materia di qualità delle acque di balneazione.
Nel caso di piscine alimentate con acqua termale,dovranno essere rispettati i requisiti microbiologici fissati negli specifici allegati tecnici, mentre i parametri chimico-fisici e chimici caratteristici dovranno essere mantenuti costanti nel rispetto della tipologia di acqua di origine.
Qualora, in queste 'ultime piscine, i valori di alcuni parametri risultassero particolarmente elevati, dovranno essere fornite ai bagnanti le opportune informazioni.
Realizzazione ed esercizio
La realizzazione degli impianti denominati piscine pubbliche, turistico-ricettive, collettive e parchi acquatici con le tipologie di vasche sopraindicate (per nuotatori, per tuffi, ricreative etc.) è disciplinata dalle procedure previste in materia urbanistico-edilizia, inclusa l'acquisizione, in sede di esame di progetto, del parere favorevole dell'Azienda Sanitaria Locale competente per territorio.
L'esercizio delle attività delle piscine di cui al presente provvedimento è subordinato alle procedure definite negli allegati specifici A,B e C.
Resta ferma, per i casi applicabili, l'acquisizione della agibilità rilasciata, a seconda del tipo di impianto, dalla Commissione di Vigilanza competente.
In caso di cambiamento del gestore e/o del responsabile, il nominativo del subentrante deve essere comunicato al comune e all'Azienda Sanitaria Locale, unitamente ad una dichiarazione attestante il mantenimento delle condizioni tecnico-strutturali e gestionali di cui alla precedente comunicazione.
In caso di modifiche che richiedano nuovamente l'avvio delle procedure previste dalle norme in materia urbanistico-edilizia, deve essere presentata una nuova comunicazione di inizio attività.
I requisiti strutturali, tecnici, organizzativi, gestionali e igienico-sanitari, sono specificati oltre che nel capitolo «Requisiti generali», negli allegati specifici A,B e C, nonché nelle norme tecniche UNI citate.
Nelle piscine di che trattasi deve essere prevista l'accessibilità anche per i disabili: resta inteso che non è a carico della struttura l'eventuale assistenza ai fini della fruizione delle strutture (vasche, spogliatoi, servizi igienici).
Il titolare dell'attività individua i soggetti preposti alla gestione dell'impianto, secondo quanto previsto negli allegati.
Durante il periodo di funzionamento della piscina deve essere assicurata la presenza di un responsabile pro-tempore dell'impianto, secondo quanto specificato nei piani di autocontrollo di cui agli allegati.
Durante tutto l'orario di funzionamento della piscina deve essere garantita la necessaria assistenza e/o vigilanza sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca secondo quanto stabilito negli allegati specifici A e B.
Ogni piscina deve essere attrezzata in modo da essere in grado di prestare interventi di primo soccorso agli infortunati, secondo i criteri indicati negli allegati.
Il personale che svolge le mansioni di assistenza o vigilanza bagnanti deve essere facilmente individuabile.
Le sostanze da utilizzare per il trattamento dell'acqua devono rispettare i requisiti degli allegati tecnici.
Controlli interni ed esterni
I controlli per la verifica del corretto funzionamento delle piscine sono distinti in controlli interni, eseguiti a cura del responsabile dell'attività, e controlli esterni, di competenza dell'Azienda Sanitaria Locale.
Per quanto riguarda i controlli interni, il responsabile dell'attività deve garantire la corretta gestione della piscina nel rispetto di quanto, in proposito, di seguito riportato.
I controlli interni devono essere eseguiti, nel rispetto delle procedure della qualità, secondo protocolli di gestione e di autocontrollo; a tal fine il responsabile dell'attività deve redigere un documento di valutazione del rischio, in cui è considerata ogni fase che potrebbe rivelarsi critica nella gestione dell'attività.
Il documento deve tenere conto dei seguenti principi:
- analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari per la piscina, con particolare riguardo alla prevenzione della legionellosi;
- analisi dei potenziali pericoli per la sicurezza di frequentatori e bagnanti;
- individuazione dei punti o delle fasi in cui possono verificarsi tali pericoli e definizione delle relative misure preventive da adottare; .
- individuazione dei punti critici e definizione dei limiti critici degli stessi;
- definizione del sistema di monitoraggio;
- individuazione delle azioni di prevenzione e protezione nonché di correzione;
- verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici, e delle procedure in materia di controllo e sorveglianza.
Con frequenza annuale e, comunque, preventivamente ad ogni riattivazione della piscina, deve essere eseguita e documentata la verifica del buon funzionamento di ogni tipologia d'impianto installato e, in particolare, degli impianti di trattamento dell'aria e dell'acqua.
Il responsabile dell'attività deve garantire che siano applicate, mantenute e aggiornate le procedure previste nel documento di valutazione del rischio.
Il responsabile dell'attività deve altresì tenere a disposizione dell'autorità incaricata del controllo i seguenti documenti:

- registro controlli, secondo la Norma UNI10637;
- un registro delle caratteristiche tecnico-funzionali che riporti le indicazioni di cui agli allegati specifici A e B.

Laddove fosse attivato un sistema di controllo a distanza i registri possono essere conservati anche presso la sede della società di gestione, purché presso l'impianto sia, comunque, possibile visionarne il contenuto.
Qualora, in seguito ai controlli di cui sopra, il responsabile dell'attività riscontri valori dei parametri igienico-sanitari non conformi a quanto stabilito negli allegati, deve provvedere alla identificazione del problema ed al ripristino delle condizioni ottimali.
Qualora la non conformità riscontrata possa costituire un grave rischio per la salute il titolare dell'attività, oltre all'adozione dei necessari provvedimenti cautelativi, deve darne tempestiva comunicazione all'Azienda Sanitaria Locale.
La documentazione relativa alle attività svolte nell'ambito dei controlli interni, deve essere tenuta a disposizione dell'Azienda Sanitaria Locale per un periodo di almeno due anni.
L'Azienda Sanitaria Locale effettua controlli ispettivi, campionamento e analisi sull'acqua di vasca volti a verificare il rispetto dei requisiti previsti dalle presenti disposizioni.
Detti controlli sono svolti sulla base dei criteri di cui agli Allegati specifici, sulla base di appositi piani di controllo e vigilanza e secondo modalità e frequenza che tengano conto della tipologia degli impianti esistenti all'interno degli specifici ambiti territoriali, con particolare attenzione ai punti critici evidenziati nei protocolli di gestione e di autocontrollo predisposti dal titolare dell'attività.
Provvedimenti e sanzioni .
Qualora nel corso di detti controlli se ne evidenziasse la necessità, l'Azienda Sanitaria Locale potrà richiedere l'integrazione dei parametri determinati in sede di autocontrollo.
Qualora l'Azienda Sanitaria Locale accerti che nella piscina siano venuti meno i requisiti igienico-sanitari previsti, darà prescrizioni al gestore affinché provveda a porre in atto le opportune verifiche impiantistiche e strutturali e ad adottare i necessari provvedimenti per il ripristino dei parametri di cui agli allegati.
In caso di inadempienza, nei termini fissati, alle prescrizioni igienico-sanitarie formulate dall'Azienda Sanitaria Locale sarà data comunicazione all'Autorità Comunale per i necessari provvedimenti ivi compresa l'eventuale sospensione dell'attività.
Qualora i controlli esterni evidenzino che il 'mancato rispetto dei requisiti previsti, possa costituire pericolo per la salute pubblica, l'Azienda Sanitaria Locale propone all'Autorità Comunale l'adozione di provvedimenti di chiusura. .
La chiusura è altresì proposta nel caso in cui le analisi dell'acqua di vasca evidenzino il verificarsi di entrambe le seguenti condizioni:
- uno o più parametri microbiologici patogeni risultano difformi dai limiti previsti dall'Allegato l, tabella A, dell'Accordo Stato Regioni del 16 gennaio 2003;
- al momento del prelievo è accertata la difformità dai limiti previsti per due o più dei parametri «pH», «Cloro attivo libero», «Cloro attivo combinato», «Impiego combinato Ozono e Cloro».
Il provvedimento di chiusura sopra descritto, è limitato alle vasche interessate e fino a quando il gestore avrà comunicato all'ASL e al comune che i controlli interni dimostrano il ripristino dei requisiti previsti dagli allegati specifici.
Salvo che il fatto costituisca reato, e fermo restando l'obbligo di adempiere alle prescrizioni impartite, l'inosservanza delle presenti disposizioni è punita con la sanzione amministrativa prevista dal vigente Regolamento Locale di Igiene irrogate con le procedure di cui alla legge 689/81.
Piscine collocate in edifici o complessi condominiali
Una particolare disciplina è stabilita per le piscine collocate in edificio complessi condominiali, destinate in via esclusiva all'uso da parte di chi vi alloggia e dei loro ospiti, secondo quanto specificato nell'Allegato C.
Rientrano in tale tipologia le piscine costituenti pertinenza di edificio o complesso residenziale composto da più di quattro unità abitative di proprietà di un unica persona o di più persone ai sensi dell'art. 1100del codice civile.
Per «unità abitativa» deve essere inteso l’insieme di uno o più locali preordinati ad appartamento autonomo destinato ad alloggio.
La struttura destinata ad attività commerciale, artigianale o, direzionale,presente in un edificio residenziale dotato di piscina, ai fini dell'utilizzo della piscina stessa da parte delle persone che operano in tale unità, è equiparata ad unità abitativa.
Sono equiparate alle piscine di pertinenza di singole abitazioni, intendendo con tale termine per «singola abitazione» l'edificio residenziale costituito da un'unica unità abitativa:
- la piscina di pertinenza di edificio residenziale composto fino a quattro unità abitative di proprietà di un sola persona o di più persone ai sensi dell'articolo 1100del codice civile;
- la piscina che risulta destinata all'uso esclusivo di una unità abitativa facente parte di un edificio o complesso condominiale, a condizione che disponga di misure atte ad impedire l'accesso a terzi;
- la piscina che risulta ad uso esclusivo di una unità abitativa annessa a struttura adibita in via principale alle attività commerciali, a condizione che disponga di misure atte ad impedire l'accesso agli utenti delle attività stesse.
Disposizioni transitorie e finali
Le presenti disposizioni entrano in vigore 30 giorni dopo la data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
Il termine per la redazione del documento di valutazione del rischio, è di 120 giorni dalla data di pubblicazione delle presenti disposizioni sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
Le piscine di cui agli allegati A e B, il cui progetto sia presentato dopo la data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, debbono rispettare quanto in esse previsto. L'Azienda Sanitaria Locale, nel caso di documentata impossibilità tecnica a realizzare quanto previsto dalle presenti disposizioni, potrà consentire soluzioni alternative e sostanzialmente equivalenti dal punto di vista igienico-sanitario ed organizzativo-gestionale, purché sia conseguito lo scopo contemplato dalle disposizioni stesse.
Le piscine medesime già in funzione alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, per le quali l'autorità sanitaria non abbia espresso parere sfavorevole, possono continuare la loro attività, inviando, entro 180 giorni dalla data di entrata" in vigore delle presenti disposizioni, notifica all'Azienda Sanitaria Locale competente per territorio, ed allegando la documentazione prevista, negli specifici allegati, per la dichiarazione di inizio attività.
Le piscine stesse già in fase di realizzazione o ristrutturazione alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, per le quali l'autorità sanitaria non abbia espresso parere sfavorevole, possono proseguire i lavori secondo il progetto approvato.
Le piscine medesime in fase di realizzazione, ristrutturazione o già in funzione alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, per le quali siano già state formulate dall'Azienda Sanitaria Locale prescrizioni di adeguamento, dovranno adempiere a quanto prescritto.
La presentazione di pratiche di ristrutturazione e/o ampliamento del complesso comporta l'adeguamento alle presenti disposizioni delle sole sezioni o parti interessate.
Fermo restando l'obbligo di garantire la salute e la sicurezza degli utenti e degli addetti, durante lo svolgimento delle suddette opere di adeguamento, potrà essere svolta l'attività ordinaria della piscina.
I requisiti dell'acqua utilizzata nelle piscine dovranno essere rispettati a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente norma.
A decorrere dalla stessa data dovranno essere rispettati i requisiti tecnici di gestione e funzionamento.
A decorrere dalla data medesima le presenti disposizioni sostituiscono le disposizioni in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio contenute nel Regolamento Locale di Igiene.
_______________ . ______________
ALLEGATO A
CARATTERISTICHE DELLE PISCINE PUBBLICHE E DEI PARCHI ACQUATICI

Omissis

ALLEGATO B
CARATTERISTICHE DELLE PISCINE TURISTICO-RICETTIVE

(per complessi RTA)
1. DEFINIZIONI
Si applicano le definizioni di cui alle norme UNI 10637,UNI EN 13451parti da 1 ad Il, UNI EN 1069parti 1 e 2.
2. REQUISTI SPECIFICI TERMOIGROMETRICI, DI VENTILAZIONE
2.1 Ricambio dell'aria
Nella sezione servizi delle piscine coperte (spogliatoi, servizi igienici, pronto soccorso), laddove presente, il ricambio dell'aria .dovrà risultare non inferiore a 6 volumi/h e la temperatura dell'aria dovrà risultare non inferiore a 20°C.
Per le piscine coperte; nella sezione delle attività natatorie e di balneazione, la temperatura dell'aria dovrà risultare non inferiore alla temperatura dell'acqua in vasca.
2.2 Superficie di aerazione naturale
Dovrà di norma essere garantita una superficie di aerazione naturale non inferiore ad 1/12 della superficie degli ambienti, collocata preferibilmente su pareti contrapposte per quanto riguarda la sezione vasche.
In assenza della possibilità di aerazione naturale, potranno essere utilizzati sistemi alternativi purché l'umidità dell'aria non superi il valore limite del 70%
3. REQUISITI ACUSTICIE ILLUMINOTECNICI
3.1 Requisiti illuminotecnici
Nelle sezioni delle attività natatorie e di balneazione l'illuminazione artificiale dovrà assicurare condizioni di visibilità tali da garantire la sicurezza dei frequentatori ed il controllo da parte del personale.
Nelle altre zone destinate ai frequentatori (spogliatoi, servizi igienici, etc) l'illuminazione artificiale dovrà assicurare un livello medio di almeno 100 lux negli spogliatoi e di 80 lux nei servizi igienici.
Deve essere previsto, per possibili sospensioni di erogazione di energia elettrica, l'impianto di illuminazione di emergenza.
3.2 Requisiti acustici
Nella sezionale delle attività natatorie e di balneazione delle piscine coperte, il tempo di riverberazione non dovrà in nessun punto essere superiore a 1,6 sec. I requisiti acustici .passivi ed il rumore generato dall'attività devono far riferimento alla normativa vigente in materia.
3. AREE DI TUTELA IGIENICOSANITARIA E REQUISITI RELATIVI
3.1 Identificazione delle aree.
Nell'ambito delle piscine turistico-ricettive sono individuate, in relazione ai differenti gradi di tutela igienico sanitaria, le seguenti aree:
3.1.1 area di rispetto destinata ai frequentatori e che separa le aree esterne alla piscina dall'area a piedi nudi; ,
:
3.1.2 area a piedi nudi:riservata ai frequentatori, percorribile anche a piedi nudi, la cui pavimentazione ha caratteristiche rispondenti all'esigenza di facile pulizia e disinfezione;
3.1.3 area bagnanti:area della sezione vasche comprendente le vasche stesse e g1ispazi perimetrali funziona1i all'attività balneatoria;
3.1.4 area frequentatori: costituita dall'insieme dell'area a piedi nudi e dell'area di rispetto;
3.1.5 solarium:area destinata alla sosta ed eventuale esposizione al sole dei frequentatori, avente i requisiti dell'area a piedi nudi;
3.1.6 solarium verde:area destinata alla sosta ed eventuale esposizione al sole dei frequentatori, facente parte dell'area di rispetto, la cui pavimentazione non possiede le caratteristiche dell'area a piedi nudi.
3.2 Accesso all'area di rispetto
L'accesso all'area di rispetto è consentito esclusivamente con calzature pulite, lavabili e disinfettabili.
3.3 Accesso all'area a piedi nudi
L'area a piedi nudi deve essere delimitata e accessibile esclusivamente dall'area di rispetto, previo lavaggio e disinfezione dei piedi e delle calzature destinate a tale area.
3.4 Accesso all'area bagnanti
L'accesso degli utenti all'area bagnanti per l'utilizzo delle vasche è consentito esclusivamente previa completa pulizia personale mediante doccia.
4. REQUISITI STRUTTURALI E TECNICI
4.1 Sezione Vasche
4.1.1 Capienza delle vasche
All'interno dell'area bagnanti è ammessa la presenza contemporanea di non più di una persona ogni due m2di specchio d'acqua.
4.1.2 Componenti utilizzati nelle vasche
I componenti utilizzati nella sezione vasche debbono essere conformi alle UNI EN 13.451 parti 1. 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 1O e 11
Possono essere altresì utilizzati componenti non conformi alle predette norme, a condizione che sia assicurato e documentato un livello di sicurezza almeno equivalente.
4.1.3 Acquascivoli
Eventuali acquascivoli di altezza <2 m devono essere conformi alle UNI EN 1069-1 e -2.
4.1.4 Spazi perimetrali
Lungo almeno un lato delle vasche deve essere previsto uno spazio perimetrale (banchina) di larghezza > 1,5 m.
La pavimentazione deve avere una pendenza > 3% nella direzione dei sistemi di drenaggio, che devono essere realizzati in modo da evitare che l'acqua di lavaggio della pavimentazione stessa possa rifluire nel bordo sfioratore o in vasca.
4.1.5 Altezza del vano vasca
L'altezza del vano vasca, misurata dal pelo libero dell'acqua, deve essere in ogni punto non inferiore all'altezza minima per l'agibilità.
4.2 Sezione Servizi
4.2.1 Generale
La sezione servizi, che normalmente comprende gli spogliatoi, il deposito abiti, i servizi igienici, le docce e il primo soccorso non è richiesta per le piscine turistico ricettive.
Qualora alcuni degli elementi siano comunque presenti, dovranno rispettare i requisiti dei paragrafi seguenti.
4.2.2 Pavimenti e pareti .
I pavimenti e le pareti, per un'altezza. > 2 m, devono essere rivestiti in materiale lavabile, resistente all'azione dei comuni disinfettanti e di facile pulizia.
4.2.3 Arredi ed accessori ,
Gli arredi e gli accessori devono essere realizzati in modo da consentire una facile pulizia e non devono presentare rischi per l'incolumità dei frequentatori e del personale addetto; i materiali devono essere resistenti all'azione dei prodotti utilizzati per la pulizia.
4.2.4 Disponibilità di acqua corrente
Nei locali utilizzati per servizi igienici, docce, e pronto soccorso deve essere disponibile acqua corrente fredda e calda.
4.2.5 Pavimenti
I pavimenti di spogliatoi, docce e servizi igienici devono avere una finitura antisdrucciolevole adeguata all'utilizzo al quale sono destinati e, in particolare, al transito a piedi nudi in presenza di acqua o
bagnamenti e devono essere dotati di sistemi di smaltimento, sifonati, per l'allontanamento delle acque di lavaggio,in relazione alle norme UNI applicabili.
4.2.6 Vaschette lavapiedi
Agli accessi alle aree a piedi nudi devono essere installate:
- vaschette lavapiedi, alimentate con acqua corrente o con acqua a ricambio periodico e dosaggio di soluzione disinfettante;
- erogatori di soluzione sanificante per i piedi.
4.2.7 Raccoglitori d rifiuti i
Deve essere installato un adeguato numero di raccoglitori di rifiuti. '
4.2.8 Servizio di Primo Soccorso
La struttura deve essere dotata di presidi di primo impiego e materiali di medicazione, disponibili e utilizzabili.
Le prestazioni di primo soccorso devono essere assicurate, durante tutto il periodo di funzionamento dell'impianto, da personale adeguatamente formato.
In sede di autocontrollo deve essere verificata la tempestività degli interventi di primo soccorso; ove necessario, devono essere previsti mezzi alternativi ai servizi pubblici di Pronto Soccorso.
4.3 Sezione Impianti di trattamento dell'acqua
Gli impianti di trattamento dell'acqua di piscina debbono essere conformi ai requisiti della UNI 10637.
4.4 Sezione attività ausiliarie
Se previste, le aree destinate ad attività ausiliarie, quali attività sportive diverse da quelle di balneazione, saune, bagni turchi, idromassaggi, spazi per il ristoro (bar, tavola calda, ecc.), spazi per attività culturali e ricreative, ambienti per uffici e riunioni, sale stampa ecc., devono essere strutturate in modo tale che i settori utilizzati dai frequentatori di dette aree e dai frequentatori della piscina siano separati.
5. REQUISITI ORGANIZZATIVIE GESTIONALI
5.1 Comunicazione di inizio attività
L'esercizio dell'attività delle piscine di cui al presente Allegato B è soggetto a comunicazione di inizio attività. La comunicazione, a firma del titolare, è presentata all'Azienda Sanitaria Locale nel cui territorio è ubicata la piscina, almeno trenta giorni prima dell'inizio dell'attività. Sono elementi essenziali della comunicazione:
- ubicazione della struttura;
- categoria, gruppo e tipologia della piscina secondo la classificazione di cui al Capitolo «Requisiti Generali»;
- numero e tipo di vasche secondo la classificazione di cui al Capitolo«Requisiti Generali»;
- numero massimo ammissibile di frequentatori;
- dati identificativi e sede del soggetto titolare dell'attività.
Qualora l'attività sia svolta in forma societaria, dati identificativi del legale rappresentante;
- dati identificativi del responsabile della piscina;
- documentazione tecnica, descrittiva dell'intera struttura e degli impianti di trattamento dell'acqua e dell'aria, come realizzati;
- dichiarazione del funzionamento permanente o stagionale e di eventuali iniziative a carattere privato o manifestazioni aperte al pubblico.
La variazione di uno o più elementi comporta l'obbligo di nuova comunicazione. La riattivazione della piscina dichiarata a funzionamento stagionale non costituisce variazione.
Qualora nel termine indicato sia riscontrata la mancanza di una o più degli elementi essenziali previsti, l'Azienda Sanitaria Locale notifica all'interessato le integrazioni necessarie per l'inizio dell'attività. Il termine è pertanto sospeso fino al perfezionamento della comunicazione con quanto richiesto.
5.2 Personale addetto
Il titolare dell'attività deve provvedere alla nomina di:
- eventuali responsabili pro tempore della piscina;
- addetto agli impianti tecnologici;
e ad organizzare i servizi di:
- assistenza/vigilanza bagnanti;
- primo soccorso.
5.3 Competenze delle figure professionali identificate
5.3.1 Identificazione delle mansioni e della formazione
In fase di autocontrollo dovranno essere identificate le mansioni ed i requisiti di formazione delle figure professionali identificate al precedente paragrafo, nel rispetto anche dei requisiti che seguono.
5.3.2 Addetto agli impianti tecnologici.
L’addetto agli impianti tecnologici deve possedere competenza tecnica specifica nella gestione e manutenzione degli impianti di una piscina, incluse le abilitazioni specifiche di legge, ove necessarie.
Il ruolo di addetto agli impianti tecnologici può essere affidato, con accordo formale, anche ad aziende esterne specializzate.
5.3.3 Assistenza / vigilanza bagnanti
5.3.3.1 Addetti ai Servizio
Il servizio di assistenza/vigilanza bagnanti può essere esercitato da assistenti bagnanti o da personale che, nell'ambito di altre mansioni. svolga anche il servizio di vigilanza bagnanti.
5.3.3.2 Assistente bagnanti
L'assistente bagnanti, abilitato alle operazioni di salvataggio e di primo soccorso ai sensi della normativa vigente, vigila ai fini della sicurezza, sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali funzionalmente collegati.
Il mantenimento dell'abilitazione è subordinato alle normative dell'ente che lo ha rilasciato.
5.3.3.3 Personale di vigilanza bagnanti
Il servizio di vigilanza bagnanti è prestato da addetti, formati alle operazioni di vigilanza piscina e di primo soccorso che, nell'ambito anche di altre mansioni, controllano ai fini della sicurezza le attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali funzionalmente collegati.
5.3.3.4 Organizzazione del servizio di assistenza o vigilanza bagnanti
L'assistenza o la vigilanza dei bagnanti deve essere prestata .in base ai risultati dell'autocontrollo ed alle prescrizioni dei paragrafi seguenti:
1) nelle piscine con volume complessivo delle vasche< 180m3 e profondità < 1,40m, dovrà essere predisposto in sede di autocontrollo uno specifico piano di sorveglianza che preveda: .
a) una vigilanza adeguata. Nel caso la vigilanza non sia continuativa, i frequentatori devono esserne informati;
b) un rapido intervento in caso di necessità;
c) la presenza in azienda, di personale, tempestivamente disponibile, abilitato a svolgere anche interventi di primo soccorso;
2) nelle piscine con volume complessivo delle vasche superiore a quelle del precedente punto 1),ma < 300 m3,o di profondità> 1,40m dovrà essere predisposto in sede di autocontrollo uno specifico piano di sorveglianza che preveda:
a) una vigilanza adeguata costantemente prevista in prossimità dell'area bagnanti. in grado di prestare anche assistenza di primo soccorso; .
b) un rapido intervento in caso di necessità;
3) per vasche aventi complessivamente un volume d'acqua > 300 m3, indipendentemente dalla profondità, dovrà essere predisposto in sede di autocontrollo uno specifico piano di sorveglianza che preveda:
a) un adeguato servizio continuativo di sorveglianza prestato da assistenti bagnanti, in grado di prestare anche primo soccorso.
5.4 Regolamento interno
All'ingresso della struttura deve essere esposto il regolamento interno riguardante il comportamento che frequentatori e bagnanti devono tenere, che riporti almeno le seguenti indicazioni:
- obbligo di utilizzo di zoccoli o ciabatte di materiale sintetico nei percorsi a piedi nudi;
- obbligo di doccia personale prima di accedere all'area bagnanti;
- obbligo di utilizzo di costumi contenitivi per i bambini di età inferiore ai 3 anni, nonché per gli utenti fisiologicamente incontinenti.
5.5 Controlli interni sull'acqua di vasca
La frequenza delle analisi sul campo e di laboratorio sull'acqua di vasca deve essere conforme alla norma UNI 10637.
Per le piscine a funzionamento stagionale il primo controllo deve essere effettuato in occasione dell'avvio dell'attività.
5.6 Controlli esterni a cura dell' Azienda Sanitaria Locale
5.6.1 Analisi dell'acqua di vasca
I controlli analitici sull'acqua di vasca saranno effettuati con le seguenti frequenze minime: - vasche coperte: frequenza trimestrale;
- vasche scoperte: due volte durante il periodo di funzionamento.
I parametri da determinare sono quelli di cui alla colonna «acqua di vasca» della tabella A dell'Accordo Stato-Regioni.
5.6.2 Analisi dell'acqua di approvvigionamento
Il controllo della potabilità dell'acqua di approvvigionamento dovrà essere effettuato con le seguenti modalità:
a) in caso di approvvigionamento autonomo:
- 4 controlli di routine e 2 di verifica per piscine a funzionamento annuale;
- 2 controlli di routine e 1di verificain caso di funzionamento stagionale;
b) in caso di approvvigionamento da acquedotto:
- 2 controlli di routine all'anno.
_______________ . _______________
ALLEGATO C
CARATTERISTICHE DELLE PISCINE CONDOMINIALI

1. DEFINIZIONI
Si applicano le definizioni di cui alle norme UNI 10637,UNI EN 13451parti da l ad Il, UNIEN 1069 parti 1 e 2.
2. REQUISITI IGIENICI GENERALI
I requisiti igienici generali delle piscine condominiali, riguardanti le caratteristiche delle acque utilizzate (di approvvigionamento e di vasca), le sostanze da utilizzare per il trattamento dell'acqua, devono essere conformi a quanto previsto nel presente allegato.
Allo scopo di mantenere l'acqua di vasca costantemente entro i limiti previsti dall'Allegato 1 dell'Accordo Stato-Regioni di cui sopra, in ogni condizione di utilizzo ogni piscina, deve essere dotata di impianti tecnologici per il trattamento dell'acqua, conformi ai successivi paragrafi specifici.
3. AREE DI TUTELA IGIENICO SANITARIAE REQUISITI RELATIVI. .
3.1
Identificazione delle aree.
Nell'ambito delle piscine condominiali sono individuate, in relazione ai differenti gradi-di tutela igienico sanitaria, le seguenti aree:
3.1.1 area di rispetto: destinata ai frequentatori e che separa le aree esterne alla piscina dall'area a piedi nudi;
3.1.2 area a piedi nudi: riservata ai frequentatori, percorribile anche a piedi nudi, la cui pavimentazione ha caratteristiche rispondenti all'esigenza di facile pulizia e disinfezione;
3.1.3 area 'bagnanti: area della sezione vasche comprendente le vasche stesse e gli spazi perimetrali funzionali all'attività balneatoria;
3.1.4 area frequentatori: costituita dall'insieme dell'area a piedi nudi e dell'area di rispetto;
3.1.5 solarium: area destinata alla sosta ed eventuale esposizione al sole dei frequentatori, avente i requisiti dell'area a piedi nudi;
3.1.6 solarium verde: area destinata alla sosta ed eventuale esposizione al sole dei frequentatori, facente parte dell'area di rispetto, la cui pavimentazione non possiede le caratteristiche dell'area a piedi nudi.
3.2 Accesso all'area di rispetto.
L'accesso all'area di rispetto è consentito esclusivamente con calzature pulite, lavabili e disinfettabili.
3.3 Accesso all'area a piedi nudi
L'area a piedi nudi deve essere delimitata e accessibile esclusivamente dall'area di rispetto, previo lavaggio e disinfezione dei piedi e delle calzature destinate a tale area.
3.4 Accesso all'area bagnanti.
L'accesso degli utenti all'area bagnanti per l'utilizzo delle vasche è consentito esclusivamente previa completa pulizia personale mediante doccia
.
4. REQUISITI STRUTTURALI E TECNICI
4.1 Sezione Vasche
4.1.1 Capienza delle vasche
All'interno dell'area bagnanti è ammessa la presenza contemporanea di non più di una persona ogni due m2 di specchio d'acqua.
4.1.2 Componenti utilizzati nelle vasche
I componenti utilizzati nella sezione vasche debbono essere conformi alle UNI EN 13.451 parti 1,2,3,4,5,6,7,8, 10 e 11.
Possono essere altresì utilizzati componenti non conformi alle predette norme, a condizione che sia assicurato e documentato un livello di sicurezza almeno equivalente.
4.1.3 Acquascivoli
Eventuali acquascivoli di altezza < 2 m devono essere conformi alle UNI EN 1069-1 e -2.
4.1.4 Spazi perimetrali
Lungo almeno un lato delle vasche deve essere previsto uno spazio perimetrale (banchina) di larghezza utile anche per effettuare interventi di soccorso.
La pavimentazione deve avere una pendenza >3% nella direzione dei sistemi di drenaggio, che devono essere realizzati in modo da evitare che l'acqua di lavaggio della pavimentazione stessa possa rifluire nel bordo sfioratore o in vasca.

4.1.5 Altezza del vano vasca
L'altezza del vano vasca, misurata dal pelo libero dell'acqua, deve essere in ogni punto non inferiore all'altezza minima per l'agibilità.
4.2 Sezione Servizi
4.2.1 Generale
La sezione servizi, che normalmente comprende gli spogliatoi, il deposito abiti, i servizi igienici, le docce e il primo soccorso non è richiesta per le piscine condominiali.
Qualora alcuni degli elementi siano comunque presenti, dovranno rispettare i requisiti dei paragrafi seguenti.
4.2.2 Pavimenti e pareti
I pavimenti e le pareti, per un'altezza > 2 m, devono essere rivestiti in materiale lavabile, resistente all'azione dei comuni disinfettanti e di facile pulizia.
4.2.3 Arredi ed accessori
Gli arredi e gli accessori devono essere realizzati in modo da consentire una facile pulizia e non devono presentare rischi per l'incolumità dei frequentatori e del personale addetto; i materiali devono essere resistenti all'azione dei prodotti utilizzati per la pulizia.
4.2.4 Disponibiltà di acqua corrente i
Nei locali utilizzati per servizi igienici, docce, e pronto soccorso deve essere disponibile acqua corrente fredda e calda.
4.2.5 Pavimenti
I pavimenti di spogliatoi, docce e servizi igienici devono avere una finitura antisdrucciolevole in relazione all'utilizzo al quale sono destinati e devono essere dotati di sistemi di smaltimento, sifonati, per l'allontanamento delle acque di lavaggio.
4.2.6 Vaschette lavapiedi
Agli accessi alle aree a piedi nudi devono essere installate:
- vaschette lavapiedi, alimentate con acqua corrente o con acqua a ricambio periodico e dosaggio di soluzione disinfettante;
- erogatori di soluzione sanificante per i piedi.
4.2.7 Raccoglitori rifiuti
Deve essere installato un adeguato numero di raccoglitori di rifiuti.
4.2.8 Sezione Primo Soccorso
La struttura deve essere dotata di presidi di primo impiego e materiali di medicazione, disponibili e utilizzabili.
Devono altresì venir definite in sede di autocontrollo, e portate a conoscenza dei frequentatori, le modalità di accesso ai servizi di Pronto Soccorso.

4.3 Sezione Impianti di trattamento dell'acqua
Gli impianti di trattamento dell'acqua di piscina debbono essere conformi ai requisiti della UNI 10637.

4.4 Sezione attività ausiliarie
Se previste, le aree destinate ad attività ausiliarie quali ad esempio attività sportive diverse da quelle di balneazione, saune, idromassaggi, bagni turchi, spazi per il ristoro (bar, tavola calda, ecc.), spazi per attività culturali e ricreative, devono essere strutturate in modo tale che i settori utilizzati dai frequentatori di dette aree e dai frequentatori della piscina siano separati.
5. REQUISITI ORGANIZZATIVIE GESTIONALI
5.1 Realizzazione
Chi intende realizzare una piscina condominiale deve inviare all'Azienda Sanitaria Locale nel cui territorio è ubicata la piscina, una comunicazione, firmata dal responsabile del progetto, nella quale sono contenuti i seguenti elementi:
- denominazione e indirizzo del condominio;
- dati identificativi del responsabile della piscina;
- categoria, gruppo e tipologia della piscina, nonché numero di unità abitative;
-numero e tripodi vasche;
- numero massimo ammissibile di frequentatori;
- documentazione tecnica, descrittiva della piscina e degli impianti di trattamento dell'acqua e dell'aria, come realizzati;
- dichiarazione del funzionamento permanente o stagionale e di eventuali iniziative a carattere privato o manifestazioni aperte al pubblico;
- dichiarazione che le modalità di realizzazione e i requisiti rispettano quanto previsto dalle presenti disposizioni.
La variazione di uno o più elementi comporta l'obbligo di nuova comunicazione.
5.2 Titolare dell'impianto
Il titolare dell'impianto è l'amministratore; se non previsto dal Codice Civile,sono responsabili della piscina i condomini. Il titolare dell'impianto deve provvedere:
- alla redazione di un piano di autocontrollo, come previsto dal Capitolo «Requisiti Generali»;
- alla nomina dell'addetto agli impianti tecnologici.

5.3 Addetto agli impianti tecnologici
L'addetto agli impianti tecnologici deve possedere competenza tecnica specifica nella gestione e manutenzione degli impianti di una piscina, incluse le abilitazioni specifiche di legge, ove necessarie. Il ruolo di addetto agli impianti tecnologici può essere affidato, con accordo formale, anche ad aziende esterne specializzate.
5.4 Assistenza/vigilanza bagnanti
5.4.1 Servizio di assistenza/vigilanza
Il titolare dell'impianto deve provvedere ad identificare l'eventuale necessità di vigilanza o assistenza bagnanti, nonché le modalità con cui può essere espletato detto servizio.
Il servizio di assistenza bagnanti deve, comunque essere previsto qualora il volume totale delle vasche sia> 300 m3 e/o la profondità sia > 1,40.metri.
5.5 Regolamento interno
All'ingresso della struttura deve essere esposto il regolamento interno riguardante il comportamento che frequentatori e bagnanti devono tenere, che riporti almeno le seguenti indicazioni:
- obbligo di utilizzo di zoccoli o ciabatte di materiale sintetico nei percorsi a piedi nudi;
- obbligo di doccia personale prima di accedere all'area bagnanti;
- obbligo di utilizzo di costumi contenitivi per i bambini di età inferiore ai 3 anni, nonché per gli utenti fisiologicamente incontinenti.
5.6 Controlli interni sull'acqua di vasca
La frequenza delle analisi sul campo e di laboratorio sull'acqua di vasca deve essere conforme alla norma UNI 10637.
Nel caso di approvvigionamento autonomo, devono essere effettuati controlli anche sull'acqua di approvvigionamento.
5.7 Controlli esterni a cura dell'Azienda Sanitaria Locale
Sulla base della valutazione della documentazione inviata con la dichiarazione di inizio attività l'Azienda Sanitaria Locale stabilirà le frequenze e le modalità di controllo
AMMINISTRAZIONI IN
BRESCIA E PROVINCIA
cell. +39 340 2972577